Eccoci dunque pronti ad accogliere Jamie Lidell o meglio l’uomo dell’anno. Ogni copertina è dedicata al lui al Sonar di Barcellona (il festival di musica ed arti elettroniche più importante del mondo) continua a stupire le folle dal 2003.. un inglese che propone un suono che è solito aspettarsi da un nuyorkese doc; siamo certi di non essere gli unici a pensare a Mr. Lidell come qualcosa di mai visto prima.. e come mai?? Secondo Jamie i suoni devono colpire, non distrarre. Per questo la sua musica è lucida, eclettica e in grado di suscitare un divertimento sfrenato. Scalzo, vestito, scucito, veramente un clown del ritmo, se la suona e se la canta tutto da solo. Campiona in diretta i suoi vocalizzi aggiunge dei ritmi e li manda in loop, uno sull'altro, risultando alla fine la composizione di una piccola orchestrina da strada con il coro al seguito. Super Collider insieme a Cristian Vogel, è la prima esperienza (quella che probabilmente lo renderà noto), attraverso la fusione della propria attitudine soul con i beat colti e sofisticati del musicista anglo-cileno. Successivamente l’esordito come solista con "Muddlin Gear", un disco prevalentemente strumentale e del tutto spiazzante. Ha fatto anche da cantante per la Matthew Herbert Big Band. In giro per il mondo s’è fatto notare per i suoi live act di sola voce. E’ stato anche protagonista nelle serate Warp Records della London Sinfonietta. Con “Multiply” il suo ultimo album (2005), Lidell torna ad esprimersi come lo conosciamo, concedendosi/ci un’interpretazione in stile Prince di "Parade". Se però nella sua uscita del 1986 il principe di Minneapolis si era concentrato sul rhythm'n'blues d'annata, Jamie si dedica soprattutto al soul degli anni 60/70. Ripesca e riproduce tanto lo Stevie Wonder dei tempi d'oro, quanto lo swing Frank Sinatra addirittura. "Multiply" però, non suona come vecchio o datato. Le ambinetazioni sono esplicite e le sonorità ben radicate nel nostro tempo, scintillanti e sempre originali a dir poco. A fare da legame fra la produzione precedente e questo nuovo disco, c'è "The City", brano già noto a chi ha comprato "WarpVisions", il Dvd targato Warp che ne mostrava il clip in anteprima. E' solo qui, infatti, che si ritrova lo sporchissimo soul del terzo millennio che Lidell aveva disegnato nei due album dei Super Collider e soprattutto in quella canzone-capolavoro che è "Daddy's Car" perla del suo esordio solista. L’abbiamo presentato come l’uomo dell’anno; giusto! Le carte sono tutte in regola, tranne (forse) video su MTV accattivanti per il pubblico mainstream ed una promozione impetuosa. Proviamo ad accantonare per un attimo l’idea di patinato e lasciamo spazio all’impeto della sua anima..
text marco febbraro
