Siamo giunti al fatidico terzo episodio. 65 Squat ritorna al Gasoline e ci propone questo mese un ospite davvero d’eccezione. Da Barcellona Davide Squillace, considerato nonostante la giovane età uno dei top DJ del momento. Ha suonato in ogni punto del globo. La sua bio e le sue releases sono davvero impressionanti. I suoi set sono caratterizzati da un’impronta Funk Acid Minimal, con divagazioni nelle sonorità Glitch. E’ capace di attraversare i suoni più disparati tuttavia trascinando ogni volta la pista in un unico flusso il cui collante è un groove contagioso e dancey, per un suono corposo ed avvolgente. Il suo DJ set non poteva che essere unico come il suono che propone. Ai piatti aggiunge diversi sound filter, un midi controller, un laptop e final scratch.

AL
Quali sono le tue influenze musicali attualmente?
DS
Mmh, ci sono un molte cose in giro che mi piacciono. C'e' una nuova ondata di giovani musicisti dall’ Argentina, al Brasile a tutta l’Europa...E di ognuno di loro più o meno mi possono interessare alcuni elementi.. Ascolto anche parecchio cose non in 4/4: Dat Politics, Isan, Dani Siciliano..
AL
Ok, quindi diciamo non propriamente la scena clubbing.
DS
Si, il fatto e' che non posso nominare un artista e non citarne poi un altro nella scena. Ce ne sono talmente tanti..
AL
Certo, un proliferare direi.. Infatti siamo in una fase alquanto stantia dal punto di vista delle produzioni, (presenti esclusi!!). Cosa ne pensi?
DS
Sì, c'e' tutta una fascia di musicisti che si ritrovano sulla stessa onda, ma un’altra fascia che in questo momento tende a rimescolare le carte del così detto "minimal" e "techno" e "house" con elementi dall’ ebm al trip hop.. Penso che oggi giorno si vada in studio con un bagaglio musicale talmente vasto, grazie ad internet, che non si pensa a quello che si andrà a produrre, ma semplicemente si va in studio e ci si lascia andare al momento..
AL
Le tue produzioni però mi sembra che si distacchino, pur facendo parte di questa scena "techno" e "minimal", da tutti e due questi filoni. La tua è una musica più complessa, più strutturata. Cosa ti ispira?
DS
Penso che il fatto che nelle mie tracce ci siano molti cambi improvvisi, "mood" diversi sia dato dal fatto che comporre, arrangiare e strutturare sia quello che mi diverte di più. A volte premio maggiormente la parte tecnica rispetto a quella musicale. Dal punto di vista tecnico sono sicuramente ispirato da gente come Ripp Of Artist.
AL
La mia domanda successiva è proprio incentrata sull'aspetto tecnico, che mi affascina! Mi chiedo proprio come tu riesca a rendere questa complessità di ascolto. Intendo dal punto di vista produttivo..nel tuo studio.
DS
Bhè, diciamo che uno dei momenti in cui più mi diverto in studio e' quando passo giornate da solo a creare i suoni e le ritmiche. Tutto un lavoro di sound design che mi affascina molto ed oggi giorno e' cosi vario e minuzioso, che e' un piacere con la P maiuscola. Poi mentre sei lì a creare suoni ti viene in mente come li potresti usare, o che atmosfera potrebbero creare, anche sul dancefloor. Mi immedesimo molto anche in quello che potrebbe sentire una persona che li balla e in come potrebbe essere trasportata dal suono.
AL
Quindi parti già con un'idea del suono che vorresti creare, o improvvisi? Intendo, hai in mente il mood che vuoi ci sia nella tua musica, o nasce spontaneamente?
DS
il suono viene da solo, ma tu sai in che modo devi interagire per modificarlo. Ogni suono ti inspira un mood diverso, poi sta alla costruzione che gli fai attorno e agli elementi che ci aggiungi a creare il senso finale, ma di questo potremmo parlarne per ore..hehe
AL
In che senso viene da solo?
DS
viene da solo nel senso che più o meno puoi avere un’idea di dove stai andando con il suono, ma non del punto esatto in cui ti fermerai. E’ che mentre sei li a smanettare ad un certo punto magicamente il suono ti colpisce e inizi a pensare ad un’atmosfera che si potrebbe creare se lo metti in un certo modo, o in un altro.. All’inizio per me e' cosi..poi dopo ragiono sul come e il quando del suono. Una volta più o meno trovato il suono c'è tutto un mio lavoro di sequencing dove ci perdo letteralmente la testa, ma è precisamente quello che mi diverte..
AL
Molto bello, quindi in realtà si potrebbe anche dire che tu sei un tramite? Sei tu il mezzo che viene suonato..
DS
Forse si..bo’
AL
Immagino che dopo aver prodotto la "materia bruta" dei suoni ci sia tutto un lavoro tecnico di lima e labor..
DS
Esatto! Bellissimo..
AL
Quindi mi sembra di capire che il perfezionamento del suono sia la tua parte preferita..
DS
Mmhh.. no, mi piacciono tutte e due...
AL
Quindi non vai alla ricerca del suono perfetto? O sì?
DS
Sia del suono che della ritmica. Perché il suono deve avere un suo incastro successivo.. Cerco l’arca perduta..hehhe
AL
Eh eh..cerchi l'arca perduta dei suoni?
DS
Chi non la cerca? Si e' sempre alla ricerca di un suono nuovo, o di una ritmica nuova..
AL
L'arca perduta mi dava più l'idea di qualcosa di remoto.. di mitico
DS
Dicevo come idea di un qualcosa che si vuole raggiungere.. non utopico, ma lontano. Nascosto, complesso, geniale.
AL
Quindi è quello che cerchi di trovare nella tua musica, qualcosa di "nascosto, complesso, geniale"? E' una buona definizione?
DS
Sì, ma forse un po’ troppo spavalda per definire il mio modo di essere..
AL
E' banale dirlo, ma lo dico lo stesso, nella musica ci si esprime, al di là della "ricerca" tecnica, o musicale che sia..
DS
Verissimo
AL
Eh, eh..bhè Davide.. grazie mille per la bellissima ed interessante chiacchierata.
DS
Grazie a te..ciao!

Intervista a cura di Arianna Letizia