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Mi era già capitato di scriverlo qualche tempo fa su un quotidiano regionale (La Sicilia, ndr), in occasione del loro secondo mix su Mantra: Blatta & Inesha sono l’espressione migliore dell’attuale club culture catanese - sempre ammesso che esista la club culture a Catania, ma questo è un altro discorso. Per la proprietà transitiva, dunque, Mad In Sicily, la one night mensile promossa e gestita dal duo e ospitata dai Mercati Generali, club che da tempo ha guadagnato stima e attenzioni in tutta Italia, è il luogo migliore dove trascorrere il Sabato notte a Catania. Anche se per una sola notte al mese. Niente house cantata da discoteche tanto vecchie quanto a la page, niente broken beat e solfeggi brasilianofoni da club fighetti dove si balla in punta di piedi e col drinkettino corretto in mano, niente integralismi di suono. Blatta & Inesha suonano breakbeat, d’accordo, ma anche molto altro. Il punto su cui verte e gira il tutto è semplice: facciamo rumore, però divertente. Giusto per far saltare in aria la gente. Così a un breakettone coi bassi belli grossi, tipo Rogue Element può seguire una cosa storta e acida alla Don Diablo. Bassbin Twins ed Evil Nine così come Thomas Schumacher o Sexual Harrassment nella stessa serata. A trovare un denominatore comune, diremmo di una via che segue bassi spessi e luci acide, senza troppi problemi di cassa pari o cassa dispari. La gente? La gente salta in aria, per l’appunto. E anche i DJ: da Chico Rush & Sandiego a Tayo, che quando è venuto a suonare ad Agosto lo vedevi che si divertiva come un bambino e mandava sms ai suoi compari londinesi del Fabric.. Fino all’ultimo della lista cronologica, cioè Santos. Che è arrivato il 22 Settembre dopo un viaggio infinito da Londra, con tre cambi di volo. Blatta & Inesha ad aprirgli la pista e poi lui, in un set in bilico tra forza fisica e sinuosità della testa. Santos, che ha chiuso set e serata, che era l’alba, col remix di Evil Nine sul suo compaesano Alex Dolby, e che ha autografato un disco al suo maggior fan catanese, che di mestiere fa il poliziotto. Perché se uno la chiama Mad in Sicily, questa serata, per l’appunto, una ragione c’è. Text Gianluca Runza |