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Anna Catherine Hartley è il nome di Uffie, un nick che non ha un vero è proprio significato terminologico, ma che ne possiede uno affettivo, perché è quello adottato dal padre sin quasi dalla nascita. I genitori sono inglesi, ma lei nasce in Florida dove ha vissuto per tre anni prima del trasferimento ad Hong Kong. Il padre nel campo della moda ha girato, con famiglia, mezzo mondo prima di approdare a Parigi, dove sposa un’altra donna e dove si ferma il giusto che basta per far si che Anna Catherine se ne innamori. E lei cresce con la passione per la moda tanto da iscriversi all’International School che poi non finirà (almeno per il momento) per via della carriera musicale. Ebbene si, alla tenera età di 17 anni viene strappata agli studi quando le manca l’ultimo anno e nel giro di pochi mesi le succede di tutto: Arthur Baker la vuole nel suo party itinerante “Return To New York”, DJ Feadz , quello che per cause fortuite diventerà il suo boyfriend, le presenterà personaggi del calibro di Mr. Oizo e Sebastian, che immediatamente produrranno alcune delle sue “hit”, la Ed Banger, nuova scintillante etichetta discografica francese, la metterà sotto contratto e Pharrel, la contatterà per complimentarsi e per ospitarla a suonare con lui. Tutto questo e anche di più succede grazie a Myspace. Adesso, con questa affermazione non vogliamo assolutamente sminuire le velleità di Uffie, altrimenti non le avremmo neanche dedicato la copertina, non credete? Ma è assolutamente divertente pensare agli strani giri che fa il mondo oggi. Noi che siamo convinti che è fondamentale prepararsi, sudare e lavorare sodo per ottenere tali risultati ed essere pronti a gestirli ed invece sembra che un viso carino ed un po’ di innocente beatitudine possano stravolgere il concetto. Per questo siamo convinti che c’è molto di più nel percorso di Uffie, oltre al grazioso aspetto estetico, alle sei canzoni che ha scritto coadiuvata da personaggi influenti della scena elettronica internazionale: come ad esempio l’originalità nello stare sul palco, la capacità disarmante di coinvolgere gli accorsi e delle risorse che sono proprie di una specifica età, ma che non tutti sono in grado di cavalcare. Se questo periodo storico vive traendo ispirazione dal panorama artistico degli anni 80, al quale per altro si rifanno gran parte delle basi electro, sulle quali performa Uffie, la stessa è un fenomeno verosimilmente paragonabile al meccanismo degli anni 90 per quanto ci riguarda. Non a caso entra in gioco Arthur Baker immenso produttore e stimato talent scout, precursore ed esperto di questo sistema. Ovvero quello di individuare artisti che per doti particolari fossero capaci di vestire i panni dei frontman. E gli anni 90 furono esempio di tutto ciò, quando tantissimi produttori americani si trasferirono in Europa lanciando facce nuove che potessero rispecchiare nel look e nello stile determinate generazioni. Uno su tutti Jo Bogaert, trapiantato in Belgio e creatore dei Technotronic. Facendo un giro sul web, sembra che tutte le attenzioni siano rivolte a lei e non basta il supporto della Ed Banger, l’amicizia con Mr Oizo e Pharrel perché la leggiadria mista a sfrontatezza di Uffie affascina più dell’entourage che la circondata. Però approfondendo si legge di diversi commenti che invece stroncano la parigina giudicando il suo successo come basato su effimere frivolezze. Errato..90ies are comin’ up again! Text Marco Febbraro |