Sembrava non potesse e non dovesse succedere mai, invece è successo... James Brown the Godfather of Soul, the Hard working man, the Funky President, the Minister of the Heavy Heavy Funk ci ha lasciato.
La prima volta ascoltai James Brown avevo circa 13 anni, erano gli anni 80, i primi anni 80 e non sapevo cosa fosse il Funky, avevo i capelli rossi e le camice con i merletti; ero un New Romantic...
Poi arrivò l’House music ed cominciai ad ascoltarlo veramente tanto. “Rock the House” fu il pezzo che me lo fece conoscere in tutta la sua massima espressione Funky.
Questo brano di proto House iniziava con il Groove di “Give it up or turn it loose” nella versione contenuta in "Sex Machine", il live del 1970.
Dopo un intro abbastanza lungo, partiva un Loop di Batteria e ogni 4/4 un Sample. L’House era iniziata e James aveva contribuito indirettamente anche a questo.
Da li molti DJs e Producers hanno usato la voce ed i Grooves di Brown tanto da spingerlo, verso la fine degli anni 80 a registrare un pezzo chiamato “I’m Real”. Forse era stanco di sentirsi campionare e nasceva in lui l’esigenza di far sapere che c’era ed era vivo e vegeto.
Molti dei miei dischi di Hip Hop e non solo contengono parti o Loop dai lavori di JB così un giorno mi sono divertito a fare una ricerca tra le mie cose e quelle che si trovano in rete e ho raccolto un pò di materiale. E’ stata dura, ma senza che vi faccia una carrellata dei suoi album migliori, voglio omaggiare l’uomo che ho avuto l’onore di conoscere e che mi ha cambiato la vita.
Ecco per voi, amanti di Samples search, di Hip Hop e di JB, una piccola ed umile raccolta dai dischi che prediligo. Da “Ain't it Funky” del 1969 (il mio secondo album preferito), hanno preso qua e la: 3XDope “No Words”, D-Nice “D-Nice Rocks the Spot” ed il mio adorato Gangstarr “What You Want thisTime?”. Da “The Popcorn” del 1969: Main Source “Think”, Digable Planets “9th Wonder (Blackitolism)”, Chubb Rock “Organizer” e quando, era ancora ok, Roni Size “Hot Stuff”. Da “Revolution of the Mind” del 1971 hanno campionato: Big Daddy Kane “The House that Cee Built”, Doug E Fresh “World's Greatest Entertainer”, Artifacts “Dynamite Soul”, Pete Rock feat Inspectah Deck & Kurupt “Tru Master”, Black Moon “Enta Da Stage”; quest’ultimo è anche il mio prediletto.
Nel 1988 grazie a Eddie Piller (Acid Jazz), ascoltai per la prima volta “Dont mind” da “She is Funky Down Here” e rimasi sconvolto dal Sound che Brown era riuscito a creare: “era o non era Funk”? .
Poi scoprii che A Tribe Called Quest (la mia Hip Hop Band preferita) usò un pezzo per “Lyrics to Go”, poi Brand Nubian “All for One”, Terminator X “Juvenile Delinquintz” e Main Source “Just a Friendly Game of Baseball”.
Molte parole sono state scritte nei pochi giorni che ci separano dalla sua dipartita; con questo contributo ho voluto dare qualcosa di diverso dai soliti articoli postumi, per far si che la sua musica trasformata / ispirata / rubata, cambiata / sudata / esagerata, imprigionata / sparata / gridata, ballata / campionata / reinterpretata, resti sempre con noi. Love to JB and Peace of mind for all the mankind.

A cura di Alessio Berto