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Se pensate ad una storia che cominci dall'incontro tra un americano, un russo ed una cilena/brasiliana nata in Svezia avrete l'esatta idea di quello che è il trio hip hop multi-nationale One Self. Il gruppo composto dal noto produttore russo trapiantato a Londra, DJ Vadim (da anni in forze alla Ninja Tune dei Coldcut), dall'MC Blu Rum nativo di New York con trascorsi canadesi, e dalla cantante Yarah Bravo cresciuta a Nord da genitori del Sud. Tre talenti musicali dalle più disparate provenienze accomunati, a partire dal loro incontro nel 2003, dall'idea visionaria di sperimentare le evoluzioni future della migliore black music. Cercando l'evoluzione naturale di una collaborazione nata dalle improvvisazioni live on the road, One Self diventa un vero progetto perseguendo un'idea di mescolanza alchemica tra voci, concetti e ritmi intensificati e lirici per finire a dare la forma ad un disco, "Children of Possibility", che è molto di più che la semplice sommatoria delle parti. Un album che già dal titolo dichiara la sua derivazione dall'incontro e dalla ricerca di sintonia tra sensibilità poetiche differenti ma proprio per questo assolutamente compatibili, un meltin pot di versi e beat in progressione. L'area di East Ham nella quale il progetto discografico ha visto la luce poi servita da ulteriore spunto di ispirazione ed apertura ai sitar indiani come alle percussioni africane, alle chitarre flamenche come ai flauti giapponesi che risuonano per le sue strade. Il risultato è l'amalgama di una musica meticcia che risuona di tutte le culture incontrate per scelta o per caso, che si affida al riconosciuto genio di Vadim nel costruire le trame ritmiche ideali per le evoluzioni poetiche dei due cantanti in un chaos controllato di influssi e stili, saldamente radicato alla cultura hip hop ma senza limitazioni di genere. "Abbiamo scelto il titolo dell'album" conclude Vadim, "perchè vogliamo ricordare come i bambini siano naturalmente aperti a tante cose diverse: non sono razzisti, non hanno pregiudizi, cercano sempre di scoprire qualcosa che non conoscono. Musicalmente vogliamo tornare indietro ad uno spazio e ad un tempo nel quale diventa facile e spontaneo scoprire cose e creare musica da esse. Veicolare messaggi divertendosi. Seriamente. www.relife.it |