Quando nel 1993 , in uno dei miei viaggi alla ricerca della verità nel suolo di Sua Maestà , mi imbattei nella serata "Thats how it is !" la mia vita di DJ cambiò.
Tramite uno scambio di favori tra me e Simon Booth "Working Weeks" avevo avuto l'aggancio ed ero stato ospitato da Ron Aslan, arrangiatore, tecnico del suono musicista e produttore ai tempi con i Raw Stylus.
Una sera mi disse che c'era una serata al BarRumba chiamata appunto "Thats how it is !" dove il suo batterista più gente come Jessica Lauren, Simon Richmond "Palm Skin Productions", il sassofonista dei K Creative, una violoncellista e altra gente improvvisavano una sorta di Jazzsession.
Entrai, soffitti bassi, fumo, Giapponesi e casino, c'erano JK, Guru dei Gang Starr, Mr Costantine, Rob e Snafe di Galliano, Marco degli Young Disciples e vari altri. Gilles Peterson proponeva il suo Brasilian Sound (che era la tendenza di quel momento, la sera prima ero andato alle cripte della chiesa di St James, mi sembra, dove i DJs di Soul Jazz Records (UNIVERSAL SOUND) proponevano quasi le stesse sonorità, era il periodo (ADIDAS AND BRASIL). Tra un pezzo di Banda Black Rio, un Riccardo Marreiro e una birra e alcuni orgasmi dovuti alla consapevolezza di dove ero e con chi ero, il suono cambiò. Il tutto si fuse meravigliosamente con quello di Peterson.
Era una cosa lenta, ipnotica e spaziale. Sun Ra aveva conosciuto i Beats.
James Lavelle era in consolle e avrò avuto 25 anni al massimo; lui suonava al BarRumba col mio Idolo Peterson e io ero ancora al Terrazzamare di Jesolo...
Conoscevo Lavelle per le produzioni MoWax come "Jazz Hip Jap" e le sue collaborazioni con i DJ Giapponesi come Takemura e Krush ma questa roba era nuova, non era Hip Hop e non era nulla che avevo sentito prima. Aveva accordi Jazz, Phat Rhodes PATTERNS e Beats Acustici gonfiati assieme a qualche Bleeps e suoni elettronici che davano e confermavano la provenienza dallo spazio.
Parlai con Aslan e gli chiesi cosa fosse sta roba incredibile che usciva dagli speakers distorti posizionati a scomparsa sotto i tendoni che facevano da soffitto ed emanavano un suono distortissimo, cosa che nei nostri locali non "potrebbe" mai succedere...Mi disse tre parole "This? Trip Hop!".
Dopo quelle due parole capii che la musica JAZZ  non sarebbe più stata la stessa. Non sapevo ancora che a distanza di sei mesi Simon Richmond, ispirato dalla Jungle Giamaicana di Brixton semplicemente raddoppiando la batteria di un pezzo Trip Hop avrebbe creato la Jungle Jazz, cosa che ancora oggi dopo 13 anni pur con le dovute evoluzioni mantiene alta la temperatura in molti locali.
Dopo questa serata mi sentii un Buddha "illuminato" e un Cristo "Unto", andai da Onest Jon's a Portobello e feci razzia di dischi della MoWax e alcuni promo che mi diede Aslan tipo " What does your soul look like " di DJ Shadow, dove la parte "I" fu la base del mio Sound che proposi a Jesolo in quell'estate.
Cosa dire, dopo questa esperienza fusi il mio Jazz Funk di sempre alle sonorità che avevo sentito quella sera, fino all'avvento del primo LP di Roni Size che per me chiuse definitivamente la parentesi D'n'B nel 1995/96 , facendomi tornare alle mie sonorità Rare Jazz che ancora oggi propongo.
Thanks to Josh Davies, Ron Aslan, Simon Richmond, Gilles Peterson, Roni Size, Maze, Veggie Boys, Russell 'n' Slam, Sun Ra and a special thanks to David Axelrod.
Beats are Dead.

A cura di Alessio Berto