Ciao Pavlos come va?
Sto molto bene grazie, lavorando sodo al mio nuovo dance album in uscita a livello mondiale!!!

Ti va di introdurti?
No grazie, non sono bravo a parlare di me stesso.

Onestamente quest’intervista è a mezz’aria tra una sfida ed una scommessa.
a) in Italia la scena breaks sembra morta. Abbiamo, in realtà ottimi DJ/produttori ma praticamente sconosciuti da noi o perlomeno assolutamente senza seguito e veramente poche feste che si rispettino.
b) la Grecia, nell’immaginario di noi italiani, non è poi così famosa per la musica.
Cosa pensi della scena breaks greca ed italiana?
Ottimo punto di vista;) In realtà anche qui da noi la scena non è così fiorente in termini di party. Inoltre faccio fatica a riconoscermi nella scena breaks così com’è oggi. E’ un vero peccato perchè non esistono tanti produttori breaks che meritano il mio rispetto o che posso considerare ad un buon livello. La ragione percui la house music, per esempio, è sempre così in voga, è perchè in questo genere si che trovi ottimi produttori in tutto il mondo.
Per quanto riguarda la scena breaks italiana, purtroppo non sono troppo informato. Mi dispiace.

Qual’è il paese con la migliore scena breaks allora, secondo te e perchè?
Gli Stati Uniti senza dubbio. Gran parte delle cose migliori arrivano proprio da li ed un sacco di produttori breaks vivono e si stanno trasferendo negli States.

Qual’è il vibe in Grecia oggi. Parlando di musica elettronica in generale. Ci sono tanti giovani DJ e/o produttori? I ragazzi crescono con il sogno di far si che l’underground cresca e si sviluppi?
I giovani qui sono ingenui e pigri. Non sono curiosi di scoprire e di ricercare. Da quando ha avuto inizio la rivoluzione digitale, quello che si limitano a fare è scaricare e spesso capita che “maneggino” le cose peggiori in circolazione, quelle più commerciali. Penso semplicemente che l’approfondimento sia un duro lavoro. Prima ascolti centinaia di dischi dal basso profilo e quando arrivi ad ascoltare quelli di spessore, ormai sei stanco ed in più meno disposto a fruire di sonorità più ricercate. Qui da noi la fa ancora da apadrona la msica tradizionale, ma ovviamnte le eccezioni sono dietro l’angolo e quindi ti capita di entrare in contatto con promoter ambiziosi e professionali, che organizzano eventi assolutamente interessanti.

Sappiamo che hai studiato il pianofote per oltre dieci anni e che continui a farlo. Cosa significa per te? E se ti capita, come combini l’approccio classico con quello elettronico?
In realtà sono quindici anni e non solo di piano, ma ho approfondito la teoria classica del periodo compreso dal quattordicesimo al diciassettesimo secolo.
Infatti mi riesce abbastanza semplice comporre tanto la musica classica, quanto quella elettronica. In ogni caso è un esperienza unica, una questione di stile che allo stesso tempo puoi adattare e rendere multipla. Ci sono tantissimi esempi di compositori che hanno sfruttato le due tecniche. Uno dei migliori è senz’altro Ferry Corsten “Adagio for strings”, ispirandosi e pescando a piene mani dall’esperienza dell’americano Samuel Barber un musicista classico del 900. Questo famoso motivo è ad esempio anche incluso nella colonna sonoro di “Platoon” e “The Elephant Man”. Non è così difficile riuscirci se ami profondamente la musica ed in ogni caso trovo limitante lavorare seguendo solo certi schemi, dal momento in cui sono convinto che la musica non abbia confini.

Suoni altri strumenti?
Piano, synthesizers. Nessun altro vero strumento, ma mi piacerebbe imparare la chitarra classica.

Sappiamo che produci diversi generi di elettronica, come la drum’n’bass. Prova a spiegarci cosa rappresenta per te la breaks.
La breaks è senz’altro il tema principale delle mie produzioni. Anche se come te stesso dici sono comunque impegnato su diversi fronti. La breaks è qualcosa di meravigliosamente unico ed è necessario avere una marcia in più per poterla comprendere fino in fondo. La dnb mi piace sopratutto quando è influenzata da sonorità classiche come ad esempio “Life n Death” il mio pezzo più riuscito in questo senso credo. Breaks è per definizione un genere dalla cassa spezzata. Ma allo stesso tempo to break significa rompere, ovvero quello che puoi fare con una traccia, scomponendola in mille pezzi e crearne altrettanti. E penso ad un’altra mia produzione “Ferocious power”, nella quale ho usato un campione di Carmina Burrana, senza che nessuno mai se ne fosse accorto. Per queste ragioni, la breaks esprime in pieno quanto la musica può essere complicata e piena di energia. Se guardi il film “Matrix” per esempio, è pieno di mosse di kung-fu, ma anche di musica breaks. La breaks rappresenta appunto l’energia, a livello massimo,  che ognugno di noi ha.

Oggi la breaks è combiata. Forse la cosa più evidente sta nelle linee di batteria che non sono poi così spezzate. Sei d’accordo con questa visione?
Si, assolutamente.
Questa non è più breaks. Sinceramente il problema non sta nella cassa che si “raddrizza”, ma nel fatto che chi produce breaks oggi lo fa creando degli esperiemnti dimostrativi. Senza la voglia di crescere. La breaks invece è anima e mancano artisti in grado di tirarla fuori. 

Preferisci la vecchia scuola o la nuova scuola?
Oggi come oggi, la nuova scuola è la mia preferita. L’old school risentiva della mancanza della tecnologia che abbiamo a disposizione ora. Naturalmente rispetto massimo per la vecchia scuola che ha permesso tutto questo.

Dal momento in cui siamo così a ridosso delle ultime votazioni “Breakspoll 2007” e quindi ancora in tema di preferenze, quali sono le tue? DJ, produttore, etichetta e club?
Bene parto con il dire che i Breakspoll non sono un riconoscimento internazionale. E’ fondamentalmente un momento tutto inglese. E’ importante che questo la gente lo sappia. Perchè chi organizza la suddetta manifestazione fa di tutto per far credere che sia un evento mondiale. Ma alla fine chi concorre al titolo è al 99% inglese. Dove sono gli americani DJ Icey, Uberzone, Simply Jeff? Perchè sono dimenticati? Infatti molti dei votati ai Breakspoll non sono ugualemente indicizzati nelle classifiche ufficiali di DJ Mag o The DJ List. Il mio produttore breaks preferito è Liam Howleet dei Prodigy.

Se avessimo la possibilità di venire in Grecia per l’evento breaks più importante, quale sarebbe da non dover perdere?
Qualsisi festa dove vedi Etostone come guest!!!

A cura di Marco Febbraro