Dopo il grande successo dell’inaugurazione per il DJset di Martin Landsky, torna SLOW DOWN ON SUNDAYS.
Ancora protagonista un DJ della scuderia Pokerflat, etichetta di punta della scena minimal di matrice tedesca, quel Guido Schneider che ha da poco pubblicato il suo primo Lp solista “Focus On” e che approfitterà dell’occasione per deliziare il pubblico con il suo stile visionario e ipnotico, intriso di suoni minimal-house e incursioni in perfetto stile funky. Con Slow Down anche Torino, come altre città europee, abbraccia l’orario dell’early dancefloor (dalle 20 alle 4 del mattino) per permettere a tutti, anche a chi il giorno dopo deve lavorare, di divertirsi e ballare la domenica o in giorni infrasettimanali: promotrice della serata Jente de Eivissa, organizzazione che conta al suo interno molti promoter torinesi che ogni anno girano l’Europa per catturare le principali tendenze musicali e che ha già portato a torino nomi del calibro di Luciano, Ricardo Villalobos, Loco Dice, Steve Bug e Tania Vulcano.

Guido Schneider produce musica elettronica sin dai primissimi anni ’90. Fortemente influenzato dalla scena ebm, infatti, già nel 1991 pubblica il suo primo singolo sull’etichetta Spv. Nel 1995 apre una label propria, la Neue Welten, e nel 1996 si trasferisce a Berlino dove si avvicina al mondo della minimal techno anche grazie all’incontro con l’amico Sammy Dee ed inizia a dedicarsi anima e corpo al mondo della produzione musicale. Il 2000 segna una svolta nella vita di Guido: chiude la Neue Welten e incontra il vocalist Florian Schirmacher, con il quale crea il progetto Glowing Glisses con il quale pubblicano tre ep e un album, “Silver Surfer”, su Pokerflat, etichetta nata da poco ma che si stava rapidamente imponendo sui dancefloor europei. Il connubio degli armonici vocals di Florian e dei suoni minimali e bleep di Guido affascinano infatti Steve Bug, patron della Pokerflat, che li vuole assolutamente nella sua scuderia al fianco di nomi come Martini Bros e Martin Landsky. Nel 2004 Guido rilascia altri due singoli, fra cui “Oh My Buffer”, traccia che lo consacra definitivamente a livello internazionale, e si cimenta in remix di grande successo come quelli di “Loverboy” di Steve Bug e di “Minikool” di B. o ancora, nel 2005, di una delle hit più ballate dell’anno, il remix di “On and On” dei Dub Kult. Da quel momento la carriera di Guido è un susseguirsi di successi, progetti paralleli e collaborazioni: dai lavori al fianco di Jay Haze, Anja Schneider, Pantytec (l’amico Sammy Dee) e André Galluzzi (con il quale ha partecipato anche alla compilation “Survivor” uscita per raccogliere fondi in favore delle vittime dello tsunami), al progetto “Motoguzzi”, fino al remix di “Panikattack” del leggendario Plastik Man.

Testo ufficio stampa Gandalf