The Hacker, Chloè, Ivan Smagghe. Tre nomi fondamentali della scena elettronica internazionale in arrivo a Bologna alla serata popUP del Cassero (www.popup1984.com) che, stando alla loro provenienza, conferma la Francia come cuore pulsante di un mondo di suoni tecnologici non più solo patrimonio di tedeschi e americani. Del resto, per i francesi, la musica è sempre stata una cosa molto seria. Ma non per questo motivo, è mancata la spinta alla sperimentazione. La musica è serià ma si presta a mille letture. E soprattutto è terra da battere per confezionare capolavori dance. Basta pensare ai Daft Punk o agli Air, che ci hanno fatto ballare e sognare in molte stagioni, e andando indietro a Lio o Plastic Bertrand, che hanno ritmato le serate di molti adolescenti degli anni Ottanta, per capire che il “French Touch”, il tocco francese, solitamente riferito alla musica house degli anni Novanta cara proprio ai Daft Punk, con inflessioni disco e funk, invece è un marchio senza tempo, che si presta anche all’attuale scena techno, capace di tener testa alle produzioni tedesche o americane. Artefici di questo filone così celebrato sono personaggi che si dividono tra il ruolo di DJ e quello di produttori. Che incrociano collaborazioni molteplici perché la loro versatilità e il loro orecchio musicale è particolarissimo. Ad aprile e maggio tre dei migliori esponenti di questa scena si potranno ascoltare a popUP, la one night del Cassero, che, portandoli in città, compiono anche una decisa virata di programmazione. popUP è sempre stata la serata del Cassero per la musica elettronica dal vivo. Da tre anni non fa che proporre la faccia più difficile di questa musica che ormai è frequentata da moltissima gente, anche se poca fa la differenza. The Hacker, Chloè e Ivan Smagghe sono una scelta selezionata. Ognuno di loro ha lasciato il segno anche nelle produzioni. Ma vederli in console è uno spettacolo.
Il 13 aprile toccherà a The Hacker (fondatore con Miss Kittin del duo elettronico più celebre degli anni novanta), al secolo Michel Amato, che ha il pallino della techno di Detroit, e nei suoi DJset  il suono della città industriale si miscela con l'electro e con l'ebm europea. Già dalle prime produzioni, questo micidiale mix diviene il marchio di fabbrica inconfondibile di The Hacker. Ed è grazie al suo sound o a quello del collega di etichetta GoodLIfe, che popUP ha ospitato a marzo, che si impone presto la "scena di Grenoble".
A maggio, invece, si conclude la quarta stagione di popUP. Un bel primato. E, come tutti i finali della one night più “dysfunctional” del Cassero, la megalomania prende il sopravvento. Se vi ricordate I precedenti non potete aver dimenticato il live italo disco di Cicciolina o quello acid dei Technotronic. popUP ha sempre anticipato I trend di ritorno. E ha mantenuto il suo ruolo di trendsetter della notte.
Così il 25 maggio, la grandeur viene celebrata con Chloè e Ivan Smagghe. Lui ha lo smalto sulle unghie, lei ha i baffi. I capelli li hanno della stessa lunghezza e se li guardi sembrano due fratelli o una di quelle coppie autoreferenziali che finisce col comportarsi e vestirsi uguali. Invece Chloe e Ivan Smagghe, DJ, sono amici e anche compagni di console, con una storia in comune, visto che tutti e due affondano le radici prima al Batofar e poi al Pulp, il club trendsetter di Parigi. Qui hanno mosso i primi passi e ancora continuano a suonare in serate dal grande richiamo. I due “frenchies” che amano giocare coi generi…non solo musicali, evidentemente…si sono misurati recentemente con una compilation intitolata “Dysfunctional Family”, una continuazione della serie “Kill The DJ” il cui primo cd è uscito circa 3 anni fa con una selezione di Ivan Smagghe e un proseguimento con Optimo per “How to kill The DJ Part 2”. E così, con questo progetto e al grido di “no style is style” o “no gender is gender…we are all dysfunctional!” la coppia sta girando i club per serate che sono già culto.

testo Benedetta Cucci