Prima tappa: VIENNA
Inizia con questo numero una sorta di guida ad alcune città europee ed extra europee sotto forma di (non esaustivi) appunti di viaggio, note sparse, piccoli e disordinati snapshots sulle mille declinazioni della Club Culture.
Partiamo da Vienna, capitale austriaca davvero vivace e pulsante per la scena elettronica, su cui i riflettori si sono puntati a fine anni '90 grazie a molte uscite caratterizzate dalla battuta bassa e fumosa. Le K&D SESSIONS (G-stone,1999) sono sicuramente una pietra miliare del periodo (chiamiamolo downbeat?) e di quel movimento, il prodotto più alto della collaborazione tra Peter Kruder e Richard Dorfmeister, mai giunta ad un vero e proprio primo album. Etichette come Klein, Sunshine, !K7 (tedesca), Echo Chamber a cavallo dei due millenni hanno propagato questa declinazione (mittel)europea dell'elettronica con artisti come Sofa Surfers, Stereotyp, Dzihan&Kamien, Walkner&Moestl, Seelenluft, Megablast solo per nominarne alcuni.
Di questi quasi tutti continuano a sfornare ottimi dischi, a quasi dieci anni di distanza, magari con altri progetti (vedi Peace Orchestra e Tosca); altri si sono aperti a nuove forme (Sofa Surfers che sono una band “che suona” a tutti gli effetti), altri ancora unendo forze e capacità produttive (Megablast con Makossa storico DJ della radio nazionale FM4 , appena usciti col loro primo album a 4 mani).
Non solo battuta lenta esce nel ventunesimo secolo da Vienna, i suoni si sono spesso ispessiti, induriti, le casse raddrizzate su beats più veloci, con una evoluzione della scena comunque legata al concetto all'idea di dub, seppure spesso come una suggestione lontana più che una influenza troppo netta. Ricordiamo che Vienna è patria anche di artisti più technoidi alla Pulsinger.
A una fervida scena di produttori si accoppia una presenza massiccia di talentuosi DJs e la vasta scelta di venues… davvero un'offerta ricca. Citiamo alla rinfusa Flex. Camera Club, Fluc, Arena, Roxy, Cafè Leopold, Cabaret Renz, Zoo, Volksgarten…. una lista densa con scelte e diramazioni diverse pronte a soddisfare i clubbers dai palati differenti. A ciò corrisponde un pubblico maturo e consapevole, abituato per evidenti motivi a confrontarsi con la qualità.
Zoom: DUBCLUB @ FLEX

Non è facile far proseguire una serata per 11 anni; non è facile riempire il dancefloor continuativamente settimana dopo settimana trovando sempre guests di livello da affiancare ad un terzetto di residents assolutamente di altissimo livello. A tutto questo aggiungiamo il particolare giorno della settimana, il temuto Lunedì, e capiremo che ha del miracoloso la serata DUBCLUB del Flex. Un impianto semplicemente devastante, un'atmosfera che riesce per magia a rimanere rilassata anche nelle serate con sets più taglienti e pista più affollata. Una “cultura dei bassi” che smuovono fino lo stomaco con i beats sparati dai subwoofers a palla.
Sweet Susie, Gue-mix e Sugar B, terzetto da oltre un decennio agitatore in questo ed altri contesti delle serate viennesi (un nome su tutti Swound Sound System) hanno trovato una formula magica che permette di portare avanti una delle migliori serate del continente. Una miscela prettamente urbana di studenti, dancefloor addicted, creste punk, chiome rasta e volti sorridenti si danno appuntamento settimanalmente sulla pista per a seguire i grassi bassi sparati dalla consolle. Si parte con i dub-plates e la carismatica presenza (e voce come MC) di Sugar B, poi tocca a Gue-mix riempire il dancefloor per lasciarlo in mano ai vari guests di prim'ordine che si succedono, live o DJsets che siano. A chiudere le danze a tarda ora c' è la sapiente mano di Sweet Susie che fin quasi mattina tiene incollati i più tiratardi. L'elenco degli ospiti passati in oltre un decennio è smisurato, e la prova del piacere di suonare in una situazione simile e dell'affetto con cui gli ospiti ritornano si vede in occasione di ogni appuntamento annuale con il compleanno, alla fine di ottobre, dove la line-up è sempre strepitosa.
Testimonianza di questa serata longeva sono anche le due uscite “Dub Club2000+1” del 2001 e “Picked up from the floor” del 2005 che allineano fior di produttori (tra cui alcuni di quelli citati in questo articolo) sotto l'egida del DubClub. Inutile suggerirvi ed invitarvi a un qualsiasi lunedì al Flex, ne vale la pena. Chi scrive ha avuto occasione di suonarci e non smette di tornarci per goderselo semplicemente sul dancefloor appena possibile. www.myspace.com/dubclubvienna
a cura di cannibal se-lecter (electrosacher cakebeat collective,ohm records)