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In uno dei miei famigerati attacchi di fame di 45 giri Jazz mi sono imbattuto in una lista che avevo li da un po, me l’ero dimenticata tra una copertina e l’altra nel mio Sancte Sanctorum. La lista era divisa in più sessioni, come sempre, ogni sessione apparteneva ad un genere, come al solito... Soul, Funk, R’n’B, White Soul, Latin Boogaloo e Jazz erano le strade che dovevo intraprendere per porre fine alla necessità del momento. Saltai tutti i titoli e le etichette che non mi interessavano più di tanto e mi concentrai sul Jazz e sul Latin in generale; qualcosa mi diceva di fare questo... Questa volta volevo provare a concentrarmi su cose a basso prezzo, di solito tutti i 45 cari sono quelli che tutti vogliono o quelli che vanno in quel momento e alla fine quelli che hanno tutti. E decisi un tetto massimo. Il tetto era: 10 Euro. Voi non ci crederete ma trovai una dozzina di pezzi non indifferenti quella sera. Ecco una sorta di review su alcuni di questi Low Fares Jazz 45’s. Il primo, che sinceramente mi ha sorpreso, è una doppia A side di McCoy Tyner chiamato “Rotunda“ Milestone 1977. Questo pezzo pur essendo dei tardi anni 70, periodo in cui molti Jazzisti erano nella Fusion fino alle ginocchia, mantiene sonorità molto early 70’s Jazz con un groove molto tight caratterizzato da una sorta di vocal ripetitivo di sapore Spiritual Jazz. Naturalmente il solo di Tyner è da pelle d’oca, interessante e degno di nota anche un solo di chitarra classica che, a differenza di quello che si potrebbe pensare, da un contributo incredibile e molto deep al pezzo. Un doppio Asso invece sono due 45 della Verve tratti dallo stesso LP “Several Shades Of Jade“ del Vibrafonista Cal Tjader. Tjader secondo me non ha mai avuto il giusto riconoscimento se non alla fine degli anni ‘80 quando i soliti grandi maestri compilatori lo hanno riscoperto portando alla luce vere e proprie perle di Latin Jazz. Il primo si chiama “Sake And Greens” un incredibile pezzo “deepexoticolatinjazz“ una cosa che non avevo mai sentito da Tjader, un pezzo senza tempo, di sapore esotico e super contemporaneo...frutto di un’incredibile apertura mentale...incredibile davvero! Il secondo pezzo di Tjader è “The Fakir“ strutturato in un tempo Jazz in 6/8 con una melodia mediorientale distorta e stonata, il Vibe di Tjader che entra e esce e una sorta di Chimes che potrebbe essere Tibetano o Afganano, un viaggio in un Medioriente profondo e pieno di Pace. Anche Jimmy Smith ha dato il suo grande contributo con il suo Organo, ho trovato infatti un singolo tratto dall’LP Verve “Peter and the Wolf“ il singolo “Cat in the Tree pt1 & pt2 “ una sorta di Organic Jazzy Beat con un groove pazzesco e un solo incredibile, peccato che per sentirlo tutto bisogna girare il 45...Grande Jimmy. Altro pezzo interessante è “Hamba Nami“ di Cannonball Adderley per la Capitol Records periodo glorioso dove la produzione era quella del Maestro David Axelrod. Tra l’altro ho scoperto che l’intro di questo pezzo era stato campionato dai “Night Trains“ gruppo che faceva parte della prima colonna dell’Acid Jazz, nel 1989 l’LP era “Checkmate” per la BGP, Thanks Acid Jazz! Questi sono alcuni in dettaglio ma c’è anche un Deep “Montuno Blues“ di Kenny Burrel , una versione esplosiva di “Cloud Nine“ di Mongo Santamaria, un pezzo di Jimmy McGriff che esula dal classico Soul Jazz di fine ‘60, il pezzo è “The Main Squeeze“ su etichetta Groove Merchant del 1975 dove McGriff quasi abbandona l’Hammond per una sorta di Rhodes distorto che sembra quasi un Clavinett o magari lo è... Beh, tutto questo per dirvi che non sempre le cose migliori sono quelle che costano tanto e che tutti cercano, il mio motto è go deep and dig the JAZZ! Peace. a cura di Alessio Berto |