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Il francese Quentin Dupiex - questo il vero nome di mr. Oizo - deve la sua immensa notorietà al singolo “Flat Beat” e a Flat Eric. Siamo nel 1999 e sugli schermi tv di tutto il mondo impazza un commercial della Levi’s che ha come protagonista un simpatico pupazzo giallo, chiamato Flat Eric, che ama vagare per le strade a bordo di un’automobile blu con gli sportelli bianchi, sorseggiando rumorosamente una bibita e dimenando la testa al ritmo di un motivetto dance tanto minimalista quanto irresistibile. Con buona dose di ironia, spot e singolo traducono in realtà una serie di stereotipi che da sempre aleggiano sul mondo della musica dance, come ad esempio quello che a produrla siano delle macchine inanimate e a ballarla siano dei “pupazzi”. Ebbene: mr. Oizo è il padre di Flat Eric, il regista dello spot e l’autore della colonna sonora, che subito sale al primo posto delle classifiche in sei Paesi diversi e arriva a vendere circa tre milioni di copie. Un successo inaspettato per lo stesso Quentin, che, come ha affermato in alcune interviste, si sente legato “più che alla scena dance, al jazz con tastiere della fine degli anni Settanta” e che, per schermirsi, ama ripetere un gustoso aneddoto: “Per quello che ne so, quando nella scena house parigina si parla di me come musicista, la frase che ricorre più spesso è «È un bravo regista…»”. In effetti, mr. Oizo nasce come regista: tra il 1994 e il 1998, ancora adolescente, gira alcuni cortometraggi - tra cui una pungente satira della televisione pensata per i più giovani - che lo aiutano a farsi conoscere. La sua conversione alla carriera musicale è dettata da necessità artistiche: “Si può dire - spiega Quentin - che abbia cominciato a fare musica solo perché mi serviva un sottofondo per i miei video: ho scoperto che impiegavo meno tempo e fatica a farla io che a spiegare agli altri che cosa volevo esattamente”. Come spesso avviene in questi casi, a segnare la carriera di mr. Oizo è un incontro: quello con Laurent Garnier, il DJ che ha il merito di aver importato in Francia la musica techno suonata a Chicago e Detroit e che può essere considerato il precursore della scuola del french touch. L’incontro non si consuma in un club bensì, curiosamente, nell’officina meccanica del padre d Quentin, dove Laurent Garnier ha portato a riparare la sua auto. Mr. Oizo presenta a Laurent Garnier alcune delle sue produzioni video e quest’ultimo ne è così favorevolmente impressionato da commissionargli la realizzazione del lungometraggio “Nightmare Sandwiches”, che deve includere due suoi video, “Crispy Bacon” e “The Hoe”. Soddisfatto del risultato, Laurent Garnier affida a Quentin la realizzazione di un nuovo videoclip: “Flashback”. È l’inizio di una splendida amicizia destinata a influenzare lo stile di mr. Oizo: il giovane DJ sperimenta una techno minimalista, che trae ispirazione dalla black culture e che mescola abilmente e con grande originalità hip-hop, soul, funk e jazz. Il beat è lento ma lo stile è veramente cool: i singoli “#1” (1997) e “M-SEQ” (1998) si impongono all’attenzione del popolo dei club e della stampa specializzata che, per definire il genere musicale di mr. Oizo, conia il neologismo di “dirty house”. Nel video di “M-SEQ” compare un piccolo peluche giallo: il nastro finisce sulla scrivania del direttore creativo di un’agenzia di pubblicità che annovera tra i suoi clienti la Levi’s. Ecco trovato il protagonista della nuova campagna adv del gigante dei jeans: il pupazzo Flat Eric. Il resto è storia nota: mr. Oizo realizza lo spot e grazie al singolo “Flat Beat” in sei mesi diventa - per citare i Chemical Brothers - un superstar DJ. Un ventitreenne “normale” potrebbe rimanere “scottato” da un tale, fulmineo, successo: non è questo il caso di Quentin che rifiuta una serie di proposte pur di coronare il sogno di uscire con un album. “Analog Worms Attack” è il frutto di otto settimane di intenso lavoro: il risultato finale è ottimo. Un critico musicale francese parla di “gioioso bordello che mescola musica elettronica, hip-hop, dub, funk e glitch, conservando sempre una sottile vena di humour”, mentre la stampa britannica definisce “diverso, naïf e irresistibile” l’album. Di “Analog Worms Attack”, mr. Oizo dice “Credo che rifletta parecchio anche quello che è il mio stile come film-maker: il modo in cui registro la musica è simile a quello in cui giro i filmati, semplice ed istintivo. Non riesco a perdere più di tanto tempo sulle cose a cui lavoro. Mi piace lasciare le cose così come vengono”. Nel 2005 mr. Oizo pubblica il suo secondo album, intitolato “Moustache (Half a Scissor)”: il trait d’union rispetto al lavoro precedente è rappresentato dalla continua ricerca musicale contagiata dall’elettronica sperimentale. A breve (maggio 2007) uscirà un nuovo EP, “Transexual” per l’etichetta Ed Ranger Records: da segnalare che l’album conterrà un adattamento della hit “Do It At The Disco”, lanciata nel 1979 dai Gary’s Gang. Negli ultimi due anni mr. Oizo si è dedicato alla carriera di remixer, collaborando con artisti del calibro di Jamelia, Cassius e Scissor Sisters, e di produttore: a lui va il merito di aver scoperto la nuova stellina della consolle, Uffie. Il tutto senza trascurare l’attività di film-maker: il 20 giugno prossimo, in Francia uscirà il suo film “Steak”. testo Davide Paterlini |