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Terza tappa: UDINE, GORIZIA, TRIESTE E DINTORNI Questa volta la tappa di Lonely Clubber Planet segue l’evolversi della scena dell’estremo lembo nord-orientale italiano, viaggiando fra Udine, Gorizia, Trieste e dintorni. La situazione si è risvegliata dopo alcuni anni di calma, complici nuove venues, il numero zero di Electroblog, festival che dovrebbe ripetersi a settembre e nuove leve di produttori e DJ che hanno infuso nuovo entusiasmo recuperando sulla mappa della club culture la zona. Partendo da Trieste, Etnoblog, Casa delle Culture, Tetris, Teatro Miela e un numero elevato di caffè e lounges hanno ospitato diverse diramazioni di elettronica nelle ultime due stagioni. Grossa spinta è arrivata dal festival Electroblog, che si è pacificamente diffuso come un virus in varie locations anche atipiche della città lo scorso giugno (alcuni nomi: Passarani, Water Lily, Miss Yetti…) e si ripeterà quest’anno a fine settembre dopo aver proposto gigs interessanti nelle serate waiting for…(Markus Kienzl, Metroline All Stars, Puna Syindicate, Mark Force)… In città la scena raccoglie anime differenti, dalla follia organizzata dei Circo Bazooko, al pop ammantato di elettronica degli Etoile Filante, alle produzioni su Nano di Glitch (con la collaborazione del turntablist DJ Color) ai funk sets di Groove Arbano…uno dei centri vitali è Ohm Records, negozio DJ-oriented in un appartamento di Cittavecchia al primo piano, sede dell’omonima etichetta (con distribuzione mondiale Soul Seduction) e base del collettivo Electrosacher, che si è costruito rispetto e seguito solido circolando da anni ormai su strade e consolle tra Italia, Austria e Slovenia; da tenere d’occhio anche la francese ora “triestina“ DJ Nanou e nuovi nomi che stanno pian piano emergendo. Tra Udine e Gorizia si snoda anche la vicenda dei grandi successi di Scuola Furano, duo che ha “fatto il botto” a suon di produzioni, remixes, e video in rotazione, con elementi hip-hop, electro, italodisco e un’immagine sempre precisa attenta e centellinata che li ha portati ad un apprezzamento sia underground sia più mainstream; la Riotmaker, etichetta alla quale è intrecciata la loro storia, è infaticabile faro friulano alla ricerca di talenti (segnaliamo gli Arbeiter, interessantissimo terzetto che ha già inciso su questa label) focalizzata molto su una riconoscibilità iconica e visiva ispirata agli ’80. Dal goriziano anche i Re.set, interessante live project legato a doppio filo a Dobialab, altra realtà attenta all’elettronica anche più sperimentale e venue di molti appuntamenti interessanti; così come va citato anche Hybrida, avamposto culturale di Tarcento dalla programmazione variegata. Un piccolo spaccato insomma di una zona alla periferia dell’impero in molti sensi, ma scossa da fermenti elettronici in crescita e sempre più contagiosi… Un salto in zona può divenire davvero interessante… a cura di cannibal se-lecter (electrosacher cakebeat collective,ohm records) |